Nessuno spazio per i pedoni
Assenza totale di marciapiedi, piste ciclabili, segnaletica e illuminazione adeguate. Una strada che attraversa i centri abitati di Molin Bianco e Tortaia, impossibile da percorrere a piedi in sicurezza.
Arezzo · frazione di Molin Bianco

Guarda cosa cambia, punto per punto →
La messa in sicurezza può fare la differenza per le famiglie dei residenti e per chiunque lo percorra: a piedi, in bici o in auto.
Petizione promossa dai residenti · rivolta al Comune di Arezzo · online dall'11 agosto 2026
Il problema, in sezione
La strada vicinale Molin Bianco si interseca con via Chiari attraverso un incrocio molto pericoloso, trafficato, pensato solo per le auto. Inoltre illuminazione scarsa, restringimento improvviso in prossimità delle abitazioni, fossi non protetti adiacenti alla carreggiata lo rendono pericoloso anche in auto.
Oggi: la strada è tutta carreggiata, a doppio senso. Chi pedala tiene il bordo e viene sorpassato a pochi centimetri, perché per scansarlo servirebbe una corsia che non c'è; chi cammina sta sul ciglio opposto, fra l'asfalto e il fosso scoperto. Niente percorso, niente banchina, niente illuminazione: lo spazio è quello che le auto lasciano.
Assenza totale di marciapiedi, piste ciclabili, segnaletica e illuminazione adeguate. Una strada che attraversa i centri abitati di Molin Bianco e Tortaia, impossibile da percorrere a piedi in sicurezza.
Un limite di 50 km/h che nessuno rispetta, in quella che è una vera e propria arteria di ingresso e uscita dalla città, percorsa da auto, moto e mezzi pesanti. Un incrocio con scarsa visibilità, purtroppo spesso teatro di incidenti.
Nella zona vivono molte famiglie: bambini e adolescenti non possono raggiungere a piedi, in bici o in autobus nessuno dei servizi vicini — scuole, parchi, esercizi commerciali.
Il chilometro
Dall'abitato in pietra di Molin Bianco al quartiere di Tortaia: la zona vista dall'alto e i sei punti critici, uno per uno.
I sei punti critici · tocca un punto sulla strada
Punto 1 di 6
Qui vivono le famiglie che hanno lanciato la petizione. Da casa, qualsiasi spostamento — anche verso i servizi che distano poche centinaia di metri — richiede l'automobile: non esiste un percorso pedonale sicuro per uscire dalla frazione. Ma non è tutto: anche in auto, specialmente negli orari di punta, immettersi nella strada è un rischio per i residenti.
I numeri
Chi cammina e chi pedala è oggi la maggioranza delle vittime della strada in Italia. Sono le persone che su questo chilometro non hanno un solo metro protetto.
pedoni uccisi in Italia nel 2025: più di uno al giorno.
Dati ISTAT–ACI 2025
delle vittime sono pedoni, ciclisti, motociclisti o utenti della micromobilità. Erano il 51,8% l'anno prima.
Dati ISTAT–ACI 2025
Vittime della mobilità attiva in Italia · 2025
Nel 2025 le strade italiane hanno fatto meno vittime dell'anno prima. Ma non per chi le percorre a piedi o in bicicletta: lì il conto è salito.
Dati ISTAT–ACI 2025
E qui, ad Arezzo
Con circa metà degli incidenti di Livorno, qui risultano mediamente più gravi. Nel 2024 gli incidenti sono cresciuti del 4,5% e i feriti del 5,7%.
Dati ISTAT, province 2024
Cosa cambia davvero
Non è un desiderio estetico: sono le due contromisure con le prove di efficacia più solide nella letteratura internazionale sulla sicurezza stradale.
di probabilità di investimento di un pedone che cammina lungo la strada, nei tratti dotati di marciapiede o banchina larga rispetto a quelli che ne sono privi.
Federal Highway Administration, USA
di incidenti con feriti gravi o morti trasformando un incrocio regolato da stop in una rotatoria. In Europa gli incidenti con pedoni calano in media del 75%.
FHWA e IIHS, USA
è la lunghezza dell'intervento. È la distanza che separa una frazione dalle sue scuole, dai suoi servizi e dalle piste ciclabili già costruite a poche centinaia di metri.
Petizione dei residenti, 2026
Le richieste
Nessuna è un'idea nuova: quasi tutte compaiono già negli atti di programmazione dell'amministrazione. Manca l'esecuzione.
Un percorso pedonale protetto e senza interruzioni fra l'abitato di Molin Bianco e il quartiere Tortaia, utilizzabile dai bambini per andare a scuola.
La rotatoria di via Chiarini, all'incrocio con la strada vicinale di Molin Bianco. Inserita nel piano triennale delle opere pubbliche 2022–2024 e nel programma 2025–2027, Scheda D: l'affidamento era previsto nel 2025.
Un collegamento in sicurezza verso Tortaia che si innesti sulle ciclabili già esistenti di via Calamandrei — che raggiunge il Sentiero della Bonifica — e di via Alfieri.
La velocità dei veicoli in transito è il primo fattore citato dai residenti: servono misure fisiche di rallentamento, non solo cartelli.
Scarsa visuale e mancanza di segnaletica sono tra le cause degli incidenti avvenuti negli anni su questo tratto.
La comunità non dispone di alcuna fermata del trasporto pubblico sulla strada: ogni spostamento, anche di poche centinaia di metri, è obbligatoriamente in auto.
Come potrebbe diventare
Non serve immaginarselo. Ecco l'incrocio con la rotatoria già prevista dal Comune, il marciapiede, la corsia ciclabile e l'attraversamento: tocca i numeri e guarda cosa cambia, elemento per elemento.

Elemento 1 di 5
Una rotatoria compatta con isola verde: le auto rallentano per la geometria della strada, non perché lo dice un cartello. Convertire un'intersezione in rotatoria abbatte dell'82% gli incidenti con feriti gravi o morti.
Scheda OpenCUP ↗ Consiglio comunale, 30 ottobre 2025 ↗ Come viene finanziata ↗
Il luogo
L'abitato in pietra di Molin Bianco è un complesso rurale storico di pregio, riconosciuto e disciplinato dagli strumenti urbanistici del Comune di Arezzo.
Il toponimo Podere di Molin Bianco doveva essere già esistente nei primi decenni dell'Ottocento: nel 1829 è infatti documentato ufficialmente negli archivi della famiglia Guillichini.
Oggi questo antico abitato si trova a ridosso di uno degli incroci più trafficati alle porte di Arezzo. E c'è un dettaglio che racconta, forse più di tante parole, quanto sia sentita da tempo la necessità di intervenire sulla velocità dei veicoli: su una vecchia porta di legno compare una scritta, dipinta a mano.
Vai adagio
Non sappiamo con precisione da quanto tempo sia lì. Sappiamo che è lì da abbastanza tempo da essere diventata parte del luogo: una richiesta semplice, quasi discreta, rivolta a chi percorre quella strada. Rallenta.
La strada passa a pochi passi dagli ingressi delle abitazioni. Da quelle case escono ogni giorno famiglie, bambini e residenti che devono raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi.
Per questo chiediamo che la sicurezza di Molin Bianco non venga affidata soltanto a una scritta su una porta. Molin Bianco è storia, ma è anche un luogo vissuto ogni giorno: la sicurezza di chi ci vive non può più aspettare.
Non sono rendering: sono gli scatti di chi ci vive, fatti in un pomeriggio di settembre. Tocca una fotografia per vederla a schermo intero.
La storia
Dal 2016 a oggi: segnalazioni, promesse, delibere e piani triennali. Un chilometro di strada che intanto è rimasto identico.
«L'abitato di Molin Bianco è attualmente reciso dal quartiere Tortaia da poco più di 1 km di strada che risulta però impossibile da percorrere a piedi.»
2016
Un ex vicequestore segnala a Teletruria la pericolosità dell'incrocio fra via Chiarini e Agazzi: incidenti, anche mortali, e un limite di 50 km/h che nessuno rispetta. Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini risponde: «Nell'immediato stiamo verificando la possibilità di installare dei dossi deceleratori». A novembre dello stesso anno non era stato installato nulla.
22 novembre 2020
Una residente segnala pubblicamente un incidente all'incrocio di Molin Bianco: «Io abito proprio lì e ho paura a buttare l'immondizia. Gli incidenti in quell'incrocio sono all'ordine del giorno». Sei anni prima della petizione.
Dal 2022
«L'amministrazione, sollecitata fin dal 2022, non ha mai prestato veramente attenzione a questo tema», si legge nella petizione.
Piano 2022–2024
L'opera — rotatoria di via Chiarini all'incrocio con la strada vicinale di Molin Bianco — viene inserita nel piano triennale delle opere pubbliche.
Pratiche in Consiglio
Il Consiglio comunale approva la variazione: «la rotatoria di via Chiarini sarà finanziata non più con fondi ministeriali ma con l'alienazione di beni». A coprirla sarà l'incasso della vendita di palazzo Carbonati, circa 1,6 milioni di euro.
Programma 2025–2027 · Scheda D
Il programma indica il 2025 come annualità per l'avvio della procedura di affidamento: «di cui ancora non si ha nessuna traccia».
30 ottobre 2025
Con la variazione al piano triennale delle opere pubbliche — 19 voti favorevoli e 8 contrari — la rotatoria di via Chiarini viene riprogrammata all'annualità 2027, insieme al secondo lotto del Gioco del Pallone e alla ciclopista Pratantico–San Leo.
11 agosto 2026
Ornella Pistone e Benedetta Nappini, portavoci dei residenti dell'abitato in pietra, lanciano la raccolta firme su Change.org.
Agosto 2026
La stampa locale riprende la vicenda e il gruppo consiliare del Partito Democratico annuncia un'interrogazione: «la tutela di automobilisti, pedoni e residenti non può più attendere».
Oggi
Ne mancano 357 per raggiungere l'obiettivo e portare al Comune una richiesta che non si può più archiviare. Nel frattempo il progetto della rotatoria prende polvere nell'ufficio tecnico del Comune di Arezzo.
Le parole delle promotrici
«Negli anni abbiamo purtroppo assistito a numerosi incidenti, causati dalla pericolosità di questa strada. Scarsa visuale, mancanza di segnaletica, velocità dei veicoli in transito, assenza totale di marciapiedi e piste ciclabili, non ci fanno sentire affatto sicuri nel raggiungere le nostre abitazioni.»
«È un cambiamento necessario che può e deve essere realizzato.»
Ornella Pistone, Benedetta Nappini — portavoci dei residenti
«Mi chiedo quanto dovremo attendere prima che il Comune intervenga per la messa in sicurezza.»
A chi è rivolta la petizione
Mobilità sostenibile
Marciapiedi, ciclabili, zone 30, strade scolastiche: in Italia e in Europa città e legislatori stanno ridisegnando le strade a misura di chi cammina e pedala. Qui raccogliamo gli articoli più recenti sul tema, ad Arezzo e altrove.
Dal 1° ottobre 2026 la Spagna ha un nuovo codice della strada costruito attorno agli «utenti vulnerabili»: regole più severe sui sorpassi e distanze minime da chi pedala.
Leggi l'articolo«Cinque persone in una decina di giorni sono uscite di casa e non sono più tornate.»
Leggi l'articolo«Un pedone investito a 30 km/h ha circa il 10% di probabilità di morire, a 50 supera l'80%.»
Leggi l'articoloIl tema dell'edizione 2026: una città in cui ci si possa muovere da soli e in sicurezza a dieci anni come a ottanta.
Leggi l'articolo«La bicicletta come strumento di inclusione, non solo nel senso di essere accessibile a tutti, senza distinzione sociale o economica.»
Leggi l'articoloAndare a scuola a piedi o in bici, in sicurezza: il Comune di Udine finanzia i progetti di mobilità attiva delle scuole.
Leggi l'articoloAd Arezzo, gli impegni chiesti ai candidati a sindaco per una mobilità più sostenibile e più attenta a chi si sposta in bicicletta.
Leggi l'articolo«Chi può fare più danni, deve avere più responsabilità.» La proposta di legge chiede, tra l'altro, marciapiedi larghi almeno due metri.
Leggi l'articoloDai progetti su due ruote al Pums, fino alle piste ciclabili che mancano.
Leggi l'articoloRassegna stampa
In pochi giorni la petizione è finita su tutte le testate aretine. Ma la strada faceva notizia molto prima: qui ci sono gli articoli di oggi, quelli di dieci anni fa e gli atti del Comune.
Un problema irrisolto e «vecchio» come la scritta ADAGIO — nota a tutti gli aretini — su una porta in legno.
Due petizioni nate in parallelo si sono incontrate al circolo di Agazzi, il 19 settembre 2026, su iniziativa di Elisabetta Pagliai, promotrice della raccolta cartacea per la ciclabile di Agazzi. Teletruria ha documentato il momento con un servizio dedicato.
Guarda il video«L'incrocio di Molin Bianco compare tra i punti individuati nell'ambito del progetto comunale per l'installazione di sistemi di videosorveglianza nelle principali vie di accesso alla città.»
Leggi l'articoloLa raccolta firme dei residenti per una strada molto trafficata del quartiere.
Leggi l'articolo«Messa in sicurezza immediata dell'incrocio per prevenire e ridurre gli incidenti.»
Leggi l'articolo«Nel piano triennale è prevista da anni la realizzazione di una rotatoria, ma la sua realizzazione è sempre slittata.»
Leggi il comunicato«I bambini e i ragazzi non possono raggiungere nemmeno le proprie strutture scolastiche in sicurezza.»
Leggi l'articolo«La strada vicinale molto trafficata che collega via Giuseppe Chiarini a via Arturo Chiari […] non presenta né un marciapiede, né una pista ciclabile. Inoltre, non c'è una fermata dell'autobus.»
Leggi l'articolo«L'ennesimo incidente all'incrocio del Molin Bianco. Io abito proprio lì e ho paura a buttare l'immondizia. Fossi stata ai bidoni, quell'auto prima di prendere il muretto avrebbe travolto me. Gli incidenti in quell'incrocio sono all'ordine del giorno.» — Ornella, residente
Sei anni prima della petizioneUn ex vicequestore aveva segnalato l'incrocio a gennaio 2016. Il vicesindaco Gamurrini rispose: «Nell'immediato stiamo verificando la possibilità di installare dei dossi deceleratori… nei prossimi giorni darò una risposta definitiva su come metteremo in sicurezza l'incrocio». Dieci mesi dopo, nessun dosso.
Dieci anni prima della petizione2027
La nuova annualità della rotatoria di via Chiarini, rinviata insieme al secondo lotto del Gioco del Pallone e alla ciclopista Pratantico–San Leo. Variazione approvata con 19 voti favorevoli e 8 contrari.
Comune di Arezzo — Consiglio comunale del 30 ottobre 2025
Palazzo Carbonati
L'opera non è più coperta da fondi ministeriali: a finanziarla sarà l'incasso della vendita di un immobile comunale, inserito nel piano delle alienazioni per circa 1,6 milioni di euro.
ArezzoNotizie — pratiche del Consiglio comunale
Telecamere sì,
rotatoria no
Lo stesso incrocio è stato ritenuto abbastanza strategico da entrare nel piano comunale di videosorveglianza degli accessi alla città. Non abbastanza da essere messo in sicurezza.
Arezzo24, 19 agosto 2026
A che punto siamo
Il contatore legge Change.org ogni mezz'ora. Qui si vede come sta crescendo la raccolta e cosa è successo nelle ultime settimane.
643 firme su 1.000 +3 negli ultimi 7 giorni
11 ago · 03 nov · 643
643firme online su Change.org, per la strada di Molin Bianco
600firme cartacee per la ciclabile di Agazzi, raccolte da Elisabetta Pagliai
1.243firme in tutto fra le due raccolte
Aggiornamenti
Due petizioni nate in parallelo hanno sfidato la matematica e si sono incontrate prima dell'infinito: è successo al circolo di Agazzi, il 19 settembre 2026, su iniziativa di Elisabetta Pagliai, promotrice della raccolta cartacea per la ciclabile di Agazzi. Teletruria ha documentato questo importante momento con un servizio dedicato.
Fonte: Teletruria · video
Dati, richieste, cronologia e materiali da stampare raccolti in una pagina sola, con il contatore delle firme che si aggiorna da solo leggendo Change.org.
La stampa locale riprende la vicenda e il gruppo consiliare del Partito Democratico annuncia un'interrogazione: «la tutela di automobilisti, pedoni e residenti non può più attendere».
Fonte: Arezzo24
Ornella Pistone e Benedetta Nappini, portavoci dei residenti, lanciano la petizione su Change.org: è rivolta al Sindaco Marcello Comanducci, al Vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, all'Assessore all'urbanistica Angiolino Piomboni e al Comune di Arezzo.
Fonte: Change.org
Lo stesso quadrante di città
A sud di Arezzo, fra Agazzi, Molin Bianco e Tortaia, manca la stessa cosa: un modo sicuro per muoversi con e senza automobile. Collegare le ciclabili esistenti di via Calamandrei e via Alfieri e realizzare il marciapiede di Molin Bianco significa ricucire un pezzo di città oggi tagliato in due.
Percorsi dedicati e separati dal traffico per chi cammina, pedala, corre o accompagna i figli a scuola.
Senza marciapiede e senza fermate del bus, ogni spostamento diventa un viaggio in automobile. Anche quello da trecento metri.
I materiali delle due campagne
Partecipa
Non serve abitare a Molin Bianco. Serve che 357 persone in più dicano che una strada del genere, nel 2026, non è accettabile.
PRIMO
La raccolta è ospitata su Change.org ed è rivolta al Sindaco e al Comune di Arezzo. Bastano nome, cognome e un indirizzo email.
Firma la petizioneSECONDO
Firmare vale una firma; girare il link vale quante sono le persone che lo leggono — il gruppo del quartiere, la chat della scuola, i colleghi di lavoro. Il messaggio è già scritto: scegli soltanto dove mandarlo.
TERZO
La petizione è rivolta all'amministrazione: scrivi al Comune di Arezzo, partecipa alle sedute del Consiglio comunale e chiedi conto dell'opera già inserita nei piani triennali.
Comune di ArezzoDomande
Ornella Pistone e Benedetta Nappini, portavoci dei residenti dell'abitato in pietra della frazione di Molin Bianco, ad Arezzo. La petizione è online su Change.org dall'11 agosto 2026 ed è rivolta al Sindaco Marcello Comanducci, al Vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, all'Assessore all'urbanistica Angiolino Piomboni e al Comune di Arezzo.
No. Quella strada è un'arteria di ingresso e uscita dalla città: la usano pendolari, ciclisti, podisti e chiunque attraversi la zona. Più ampio è il sostegno, più difficile è rinviare ancora l'opera.
Una raccolta firme online non è un atto amministrativo che obbliga il Comune a costruire l'opera. Serve a un'altra cosa: dimostrare in modo verificabile quante persone chiedono l'intervento, portare il tema nel dibattito pubblico e in Consiglio comunale — come è già avvenuto ad agosto 2026 — e trasformare una richiesta di quartiere in una priorità di bilancio.
In parte sì, ed è questo il punto. La rotatoria di via Chiarini all'incrocio con la strada vicinale di Molin Bianco compare nel piano triennale delle opere pubbliche 2022–2024 e nel programma 2025–2027, Scheda D, dove l'avvio della procedura di affidamento è indicato per il 2025. Poi il 30 ottobre 2025 il Consiglio comunale ha approvato una variazione al piano triennale che sposta l'opera all'annualità 2027, e il finanziamento è passato dai fondi ministeriali all'incasso della vendita di palazzo Carbonati. Il marciapiede e la ciclabile, invece, non compaiono in nessun piano.
No. Questa pagina è un sito informativo indipendente a sostegno della petizione: non contiene moduli, non registra firme e non usa tracciamenti. La firma si deposita esclusivamente su Change.org, che gestisce i dati secondo la propria informativa.
Fonti
Ogni numero di questa pagina viene da un documento pubblico. Ecco dove controllarlo.
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643 firme su 1.000. Ne mancano 357 per un chilometro di strada percorribile a piedi. 643/1.000 firme
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